Scuola di Leggerezza

Buon giorno, mi chiamo Markus Scaramuzza e dal 1995 sono istruttore di equitazione nel mio paese, l'Italia. Nel 2007 ho conseguito, con Monsieur Philippe Karl, il diploma della "Scuola di Leggerezza".

Vorrei innanzitutto spiegare perche' "Scuola di Leggerezza".

In ciascuna epoca della storia dell'equitazione, lo spirito classico ha anelato alla purezza delle arie e delle andature col minore impiego possibile di mezzi: con la Leggerezza. La Leggerezza e' da intendersi come il risultato del grado di acquisizione, da parte del cavallo, del linguaggio degli aiuti del cavaliere.

Come affermava il Generale L'Hotte: la Leggerezza e' la perfetta obbedienza del cavallo alle piu' leggere indicazioni del cavaliere. La caratteristica fondamentale dell'equitazione sapiente o alta scuola di ogni tempo, e' da trovarsi nella perfetta leggerezza dei movimenti, siano essi semplici o diversamente complicati! In questi ultimi anni si va affermando un sempre maggiore interesse verso quei cavalieri che sviluppano un approccio etologico con il cavallo. La motivazione di questa tendenza e' essenzialmente da ricercare nell'insoddisfazione diffusa che scaturisce da un'equitazione sempre piu' legata ad interessi economici e forzatamente costretta in un esasperato sistema agonistico. Ne deriva quindi che l'equitazione moderna trova soddisfazione nell'approccio etologico, attraverso la comprensione ed il dialogo con il cavallo, al di la' di qualsiasi utilizzo, compreso quello sui campi di gara.

Philippe Karl e' sicuramente da considerarsi, in questo panorama, un "nuovo maestro", che pero', a differenza dei suoi contemporanei americani, non intende riscrivere modalita' e tecniche gia' consolidate dalla storia, ma proprio da queste e dalla cultura del passato trae gli elementi fondamentali per non perdere l'orientamento, in una distorta modernita', ormai vuota di contenuti. Philippe Karl ha sviluppato una propria metodologia che ha attinto dalla storia cio' che di meglio questa ha prodotto, ed ha fuso il tutto in un insieme coerente, il cui fine supremo e' l'Armonia tra cavallo e cavaliere, il cui impegno fondamentale e' destinato alla salvaguardia dell'integrita' del cavallo.

Lo studio dei testi classici, da Senofonte a Baucher, porta Philippe Karl ad eleborare una concezione dell'equitazione sempre spinta alla ricerca dell'equilibrio, che ritrova gia' in Senofonte (350 a. C.), quando quest'ultimo afferma che per mezzo della decontrazione della bocca si arriva ad ammorbidire l'incollatura.

E poi coglie nel Rinascimento Italiano, e precisamente nei concetti: della messa in mano, della nuca come punto piu' alto dell'incollatura rilevata, della flessibilita' della mascella (Grisone), nella scelta di imboccature piu' morbide (rispetto a quelle medievali) e semplici (Pignatelli).

Quindi con La Guérinière (XVII secolo) condivide la spalla in dentro, esercizio che ritiene sempre fondamentale, ed applaude il concetto di discesa di mano come messa in liberta' del cavallo che ha raggiunto l'equilibrio.

Particolare attenzione P. Karl la rivolge a quall'aspetto della concezione baucheriana volto a restituire l'equilibrio naturale del cavallo sotto un cavaliere la cui preoccupazione e' quella di non intervenire e comunicare con discrezione totale.

Philippe Karl condivide con Baucher (XIX secolo), il valore della messa in mano, della decontrazione della bocca, con la quale il cavaliere per prima cosa interagisce attraverso le redini, delle flessioni dell' incollatura, il tutto teso ad eliminare ogni resistenza fisica, sempre attraverso la leggerezza delle gambe come alle mani, in cui gli aiuti delle prime non devono mai venire in contrasto con le seconde: mani senza gambe e gambe senza mani. Condivide inoltre l'idea della ripartizione del peso tra il treno anteriore ed il treno posteriore del cavallo, ed inoltre il lavoro da terra e l'importanza della riunione. Al fine dunque l'equilibrio raggiunto attraverso la Leggerezza diventa un'esigenza dalla quale prescinde in totum la sua metodologia!